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Come funziona una protesta nella periferia romana

A.G.S._Mercato_Tor_sapienza

C’è aria di cambiamento

Sono assolutamente sicuro che, a partire dalle recenti mobilitazioni popolari nelle periferie romane, sorgerà un cambiamento politico epocale. Sarà un cambiamento forte, radicale, di come non ne abbiamo mai visti nella Capitale.

I comitati cittadini di Tor Sapienza, Corcolle, Infernetto e tutte le altre borgate di Roma avvieranno una nuova fase di dibattito con le forze d’amministrazione, concertando assieme nuove politiche per la riabilitazione delle periferie. Il degrado sconfitto dall’impegno attivo dei cittadini, dove i quartieri periferici non saranno più le discariche dei problemi gestionali del centro turistico e cittadino, ma esempi virtuosi nei campi del trasporto pubblico, delle scuole, della cultura e dell’emergenza abitativa. Un vero e proprio Polo dei Servizi, vanto eterno per qualsiasi cittadino romano d’ogni epoca. Ecco, questo è quello di cui sono assolutamente sicuro.

Purtroppo, nell’attesa che tutto questo avvenga, credo che la realtà mi prenderà a schiaffi in faccia come suo solito.

Probabilmente, quello che vedremo a stretto giro sarà semplicemente l’ennesimo balletto politico: le opposizioni in rivolta, un tentativo di rimpasto di giunta e magari le dimissioni del sindaco con elezioni anticipate. Buona parte delle ottime ragioni che i manifestanti hanno cercato di esprimere verranno nascoste dall’alone (innegabile) del razzismo e da chi farà della vicena un uso strumentale per l’ attacco al sindaco Marino ( la destra romana e le componenti del Pd avverse al medico nato a Genova sembrano essere in prima fila).

Lo schema delle proteste (tutorial)

L’aspetto positivo è che rientra tutto nei soliti schemi, anche se inizia a suonare abbastanza prevedibile. Se avete ancora difficoltà ad orientarvi nell’eterno ripetersi del pasticcio mediatico, eccovi in omaggio la guida dal titolo “Come funziona una protesta nella periferia romana?”

1) Le proteste

2) La vicinanza politica verso le proteste

 

3) La condanna (con sdegno) delle proteste

 

4) Il mediatore delle proteste  

5) L’incontro tra amministrazioni e rappresentanti del quartiere delle proteste

 

É solo una fase

Chiariamoci, nulla di personale contro Ignazio Marino. Il sindaco è semplicemente alle prese con una post adolescenza difficile, fatta di scoperte ovvie – come quella di zone di sua competenza aldilà dei Fori Imperiali – di sciocchezze con l’automobile e barbe incolte; solo un periodo, prima o poi finirà.

Finito il calore della rabbia, quelle periferie devastate da incuria, alluvioni, buonismo e benaltrismo resteranno lì, uguali nella retorica del disagio ma rinfrescate da nuove problematiche, senza il clamore di telecamere e la vicinanza dei partiti e delle amministrazioni. Oggi il mio quartiere è in tv, domani chissà. Ma senza media, senza i casi, senza le urla, che cosa resterà dei progetti per i quartieri vicini al Gra? Qualche consolazione sull’estetica di Pasolini o poco più.